lunedì 17 novembre 2014

sabato 15 novembre 2014

mercoledì 12 novembre 2014

TERESA


Ieri sera, 13 ottobre, una magnifica visione. Un capriolo, una femmina, era qui fuori, a pochi metri da casa. E' una femmina dello scorso anno. Da giorni viene sempre, oltre che a mangiare le crocchette, ha scoperto la nostra nuova pianta MALUS RED SENTINEL. Questo magnifico alberello fa delle mele rosse piccole come le ciliegie. Si sa che i caprioli sono ghiotti di mele… L'avevamo vista anche durante il giorno ma stasera è stato fantastico. 
Mirtillo la guardava. Dopo aver mangiato qualche melina si è avvicinata al recinto. Erano proprio vicini… Poi sono uscito e ho fatto luce col faro. Piano piano si allontanava ma non veloce, lentamente. E' un po' triste vedere Mirtillo che non la può seguire ma in breve sarebbe la sua fine. 

Stamattina Teresa era di nuovo qui. Sono riuscito a filmarla rimanendo in casa prima di andare a dare il latte a Mirtillo

giovedì 6 novembre 2014

lunedì 20 ottobre 2014

domenica 12 ottobre 2014

THE END

Indicazione truna

Nicola e Tomas in vetta al Cerro Torre

Tiro di misto difficile

Le incrostazioni sulla ovest della Egger

La cima della Torre Egger

Ultimo fungo

Il tiro più difficile

“Il 27 eravamo in truna tutti e quattro. Eravamo scesi per aiutare Francesco a fare il carico. Il giorno dopo siamo saliti per fare i primi due tiri di Sarchi-Nadali e Dal Prà. Avevamo lasciato una corda ma il vento l’ha spezzata. Speravo davvero ci fosse quella corda. Sul bordo del tetto l’avevamo doppiata ma il vento ha avuto ragione. Peccato…
Contavamo di montare le porta-ledge e dal giorno dopo stare in parete. Avevamo viveri per 25-27 giorni. In alto la parete aveva delle grosse incrostazioni. Un grosso pezzo è caduto molto vicino a Tomas. Si è molto spaventato e ha detto che non vuole lasciarci la pelle su quella parete. Quelle incrostazioni le avremmo sopra le teste per tutta la salita e diversi tiri passano proprio di lì. Siamo tornati alla Cueva Mirtillo (così abbiamo chiamato la truna).
Che fare? Alternativa. Obiettivo! Parete ovest del Torre sulla via dei Grandi Ragni di Lecco. Francesco non aveva voglia così ci ha accompagnati un quarto d’ora. Prima di sera abbiamo raggiungiamo l’elmo e ho trovato un posto di bivacco 5 stelle. Ottima cena. Cielo stellato e solo un filo d’aria. Temperatura -15. Io non ho chiuso occhio per via del mio “sacco a velo”.
E’ il primo ottobre. Le condizioni sono ottime. Abbiamo fretta di raggiungere i funghi per essere al sole. Questo accade verso le ore 13. Però non fa per niente caldo e un venticello fastidioso fa il resto. Arrivati alla base del fungo terminale rivedo quello che vidi nel 2005. Per fortuna guardo a destra e un canale verticale credo ci permetterà di salire. Velocissimo Tomas in meno di mezz’ora arriva alla fine del ghiaccio verticale.
Uauh!!! Verso le 17.30 siamo in cima. Il tempo è splendido e ce la prendiamo con comodo. Quanto ho pensato al Miro, al Pino, al Mariolino e al “giovincello” Daniele (Casimiro Ferrari, Pino Negri, Mario Conti e Daniele Chiappa, apritori della via nel 1974). E a tutti i Ragni a loro supporto. Veramente Grandi e poi… a quei tempi…
E così per la sesta volta sono in cima a questa incredibile montagna. E poi era l’unico versante che mi mancava.
Poi la discesa non troppo veloce per tornare all’elmo. A fatica facciamo un po’ d’acqua per i nostri liofilizzati. Pessima cena e pure fredda. Ma chi se ne frega.
Altra notte guardando le stelle e il quarto di luna. Il giorno dopo la discesa continua e alle 13.40 siamo alla truna. Grande mangiata di polenta patagonica seguita da cena e poi finalmente a nanna. Tomas e Nicola hanno dormito sui sassi anche il pomeriggio. Abbiamo deciso di non fare nulla il giorno dopo. Fantastico e solo alle 9 mi alzo a preparare la colazione che servo a letto.
Il giorno dopo ritorniamo alla Egger per sistemare la roba che aspetterà il prossimo anno. Nel primo pomeriggio arriva anche Francesco. Avevamo intenzione di fare una via al Domo Blanco ma visto che è arrivato lui gli cedo il mio posto e io tornerò alla civiltà.
Alle 7 partono per il Domo Blanco. Ci salutiamo e parto dal Circulo de los Altares. Giornata fantastica con poco vento. Verso le 18 sono a El Chalten e poco dopo sono al ristorante Ahonikenk con un buon bicchiere di vino bianco. Il giorno dopo, sbattuti da un forte vento, Tomas, Nicola e Francesco arrivano al Chalten.
Il mio progetto era la ovest della Egger e saltando questo non ho nessun motivo per rimanere laggiù a provare altre salite. E così ho anticipato il volo e rieccomi a casa. Vedremo!


martedì 23 settembre 2014

IL MIO LAVORO


18 settembre 2014
Aspetto Tomas e Nicola che ieri pomeriggio sono scesi al Chalten per delle cose. Alle 7, come d’accordo arrivano alla Piedra del Fraile e poco dopo partiamo. E’ il nostro secondo viaggio di carichi. Il primo lo abbiamo fatto lo stesso giorno che siamo arrivati alla Piedra portando tre sacconi sul ghiacciaio del Piergiorgio. Di nuovo qui a portar sacconi… Una volta raggiunto il deposito precedente che chiamiamo sdraio per via di un grande sasso piatto calziamo gli scarponi e ramponi e proseguiamo sul ghiacciaio. Più in alto dobbiamo cambiare tragitto per raggiungere le ultime rocce dove abbiamo lasciato gli sci lo scorso anno e i teli slitta. Que suerte! Li troviamo subito. Lasciamo il tutto e ritorniamo alla sdraio per portare su l’altro carico. Il tempo è sempre brutto ma il vento non è forte. In tre ore siamo di ritorno, giusti per l’ora della pappa. Shasha e Ignazio ci trattano molto bene qui alla Piedra e che cenette. Io prima mi bevo il mio bianchetto…

19 settembre
Que dia hoy! Il tempo è abbastanza bello e nel corso della giornata migliora. Giornata lunga anche oggi. Si cammina molto ma per circa 3 ore non si fa dislivello. Solo chilometri e dossi su e giù. Poi si sale la prima parte del Glaciar Piergiorgio, lo si attraversa per prendere un altro ghiacciaio fino alle nostre ultime rocce dove abbiamo il deposito. Arrivati lì rifacciamo i sacconi per prendere ciò che ci servirà alla nostra “casa bianca, al Circulo de los Altares, proprio sotto la Standhardt, la Herron, la Egger e il Torre. Per questo il nome Circolo degli Altari. Arrivati al Passo Marconi siamo a circa 1550 metri. La Piedra si trova a circa 650 metri. Carichiamo i nostri sacconi sul telo e facciamo due guinzagli per trascinarlo. Siamo sullo Hielo Continental e ripenso alle tante giornate che passai nel 1993 coi miei soci nel nostro tentativo di attraversarlo tutto. Fu una “bella gita” e percorremmo circa 400 chilometri. Ma ora dobbiamo tirare per andare avanti. E’ quasi tutto pianeggiante e il nostro “bobi” ci segue bene. Solo l’ultima ora è più in salita e allora ci attacchiamo tutti e tre per arrivare prima. Dopo 12 ore e mezza arriviamo al Filo Rosso dove faremo la truna (questo posto è stato battezzato dai Ragni di Lecco in quanto si trova in fondo a una lunga cresta rocciosa rossa). Subito iniziamo a spalare ma dopo mezz’ora troviamo ghiaccio. Allora ci spostiamo più in basso e fortunatamente riusciamo a entrare senza ghiaccio. Alle ore 20 è già buio e dobbiamo accendere le frontali per proseguire il lavoro. Non facciamo una grande truna. Solo per poter mangiare e dormire.

20 settembre
Il tempo è brutto. Nevica e c’è anche vento ma chi se ne frega. Lavoriamo tutto il giorno di pala. La cosa negativa è che, dove ci troviamo, la neve la dobbiamo prendere tre volte per spostarla. Alla fine della giornata siamo sistemati benissimo e fuori abbiamo pure il deposito materiale. Quando siamo dentro è il paradiso del silenzio. E, come diceva quel Grande di Reinhard Karl, “essere in truna è come essere a casa in una cella frigorifera e bruciare Dollari…”

21 settembre
Il tempo alla mattina è “mas o meno”. Nevica poco e anche poco vento ma il pomeriggio Re Azul si scatena e si sta bene solo in casa. Oggi abbiamo fatto arredamento e serramenti. Ora tutto è in odine sulle mensole ma poi ci succede una cosa imprevista. Il nostro fornello a benzina l’MSR si rompe. Acc!!! In qualche modo funziona ma poco e male. Che fare? Potremmo contattare Francesco che è partito ieri dall’Italia  ma come? Decidiamo di scendere al Chalten per prendere quello che abbiamo là. Sono le 15.30 e per oggi sarebbe impossibile e poi con questo tempo… Speriamo domani sia più clemente. Oggi polenta e minestrina… que buena!

22 settembre
Tomas si è alzato alle quattro tutto agitato. Poco dopo ci siamo alzati anche noi e gli abbiamo detto di darsi una calmata. Il tempo è orribile. Nevica molto e il vento fa l’altra parte. Decidiamo di aspettare che albeggi. Alle 7 y pico arriva la luce. La neve passa veloce sopra di noi e sempre ostruisce l’ingresso della truna. Verso le 8 la nebbia è meno fitta e vediamo il Cerro Rincon. Visibilità sufficiente. Decidiamo di partire. Alle 8.40 siamo con gli sci ai piedi. Veloci scendiamo il primo tratto in leggera discesa per arrivare sullo Hielo. Pelli di foca e via. Siamo super leggeri e in meno di 3 ore e mezza siamo al Marconi. Il vento ora è aumentato molto. Scendiamo al deposito col vento a favore. Tomas è davanti e vede un nostro sacco più in basso. Il vento lo ha liberato dai sassi ed è sceso. Per fortuna lo ha visto ed è andato a recuperarlo. Quando ci troviamo siamo un po’ indecisi visto il tempo. Poi pensiamo sia meglio fare il carico. Così facciamo le sacche e su di nuovo al Marconi. Il vento è molto forte ma dobbiamo salire solo un’ora e mezza. Poco oltre il passo depositiamo il materiale. Un sasso di una certa dimensione cade dall’alto. Lo vedo e strillo a Tomas che lo ha visto arrivare. A meno di tre metri da lui. Mucha suerte! Depositiamo il tutto sotto i sassi e giù. Arriviamo alla Piedra verso le 18.15. Prendiamo qualcosa da “città” e via. Alle 19.45 ci aspetta il passaggio per andare al Chalten. Arriviamo un po’ tardi. Poi subito a mangiare a Ahonikenk. Forse puzzo un po’ ma nessuno parla. Mangiamo come i “bufali”. Poi, prima di andare a dormire, una lavatina ci vuole. Domani penseremo cosa fare ma probabilmente torneremo alla Piedra dopodomani per tornare al Circulo il giorno dopo. Ci siamo incontrati con Francesco. Ora siamo in quattro. Pronti!
(scusate degli errori)




giovedì 11 settembre 2014

NUOVO LAVORO

Ho avuto una proposta di lavoro e partirò sabato 13 settembre.

lunedì 8 settembre 2014

CORSO PER GUIDE ALPINE AL MONTE BIANCO

Corso Guide Alpine al Monte Bianco. Arête du Diable. Mont Blanc du Tacul.





mercoledì 27 agosto 2014

3 settembre 2014

Fondazione Università di Mantova
Aula Magna

IL GRIDO DI PIETRA
Ermanno Salvaterra presentato da Alessandro Gogna. 
Una montagna leggendaria. Con le sue pareti ripide, il Cerro Torre si erge imperioso nel cielo dell’estremo sud della Patagonia. A impressionare non è la sua altezza, ma l’inaccessibilità delle sue vette, perennemente battute dalla tempesta. Ermanno Salvaterra è l’uomo del Cerro Torre. Guida alpina, nato tra le Dolomiti, Salvaterra arriva in Patagonia nel 1982, compiendo la sua prima ascensione su questa montagna impossibile. È l’inizio di una relazione profonda e magnetica che porta l’alpinista trentino a compiere (ad oggi) altre ventisei spedizioni sul Cerro Torre, aprendo continuamente nuove vie di ascesa. Intervista l’autore di L’uomo del Torre Alessandro Gogna, giornalista e alpinista.